BARISTA RICCO, BARISTA POVERO

1 Luglio 2019 0 Di baristalibero
BARISTA RICCO, BARISTA POVERO

 

Ciao Barista,

quanti di voi hanno letto il famoso bestseller di Robert Kiyosaky, “padre ricco padre povero”?

Spero tanti, perché è un libro che una volta nella vita va letto in quanto scardina alcune false convinzioni come ad esempio il fatto che occorra uno stipendio alto per diventare ricchi, capire che la casa non è un attivo, capire che il sistema scolastico non fornisce una preparazione economica e finanziaria, ci insegna la differenza fra attivi e passivi e a raggiungere il successo economico.

Non sono un fan di Kiyosaky ma questo è un libro molto interessante.

Ha calato la storia su se stesso, di un ragazzo figlio di un dipendente statale con un buon stipendio, ma che ad un certo punto incontra della sua vita il padre di un amico, imprenditore e investitore, diventando poi il suo mentore e secondo padre.

Dal primo si sente continuamente ripetere che deve studiare per poi prendere un buon stipendio, dall’altro invece viene spronato si a formarsi ma nello stesso tempo lo invita ad investire e a far in modo che il denaro lavori per lui.

Nella prima parte c’è un passo molto bello, dove Robert e Tom volevano tirare su qualche soldo e il padre ricco gli offre un lavoretto di sabato mattina presso una propria drogheria.

Dopo un po’ i ragazzi sono stanchi di questo lavoro faticoso e poco pagato .

Vanno quindi a parlare con il padre ricco, che gli dice che il lavoro sottopagato e faticoso era il maggiore esempio di vita concreta che i ragazzi potessero avere.

Potevano scegliere di lamentarsi, di prendersela con lui ma restava il fatto che la responsabilità delle scelte sarebbe stata unicamente loro e qualora avessero voluto realmente imparare qualcosa, avrebbero dovuto farlo non a partire da un lavoro inteso come busta paga, ma utilizzando unicamente il loro ingegno.

La proposta a questo punto del padre ricco li prese alla sprovvista, avrebbe dato loro gli insegnamenti, i ragazzi dovevano continuare a lavorare per lui ma questa volta senza paga, in questo modo la mancanza di denaro avrebbe aperto la loro mente a soluzioni creative.

“Il mondo è davvero ricco di opportunità che attendono solamente di essere scoperte da occhi attenti”

Comunque non voglio tirartela per le lunghe ma in pratica con gli insegnamenti del padre ricco i ragazzi imparano a lavorare con intelligenza e ad investire per fare in modo che i soldi lavorino per loro.

Questa è una frase detta da tantissimi formatori e coach, ma portiamolo nel caso reale del barista, che ha il suo bar di proprietà, diciamolo chiaramente il nostro target di clienti.

In pratica per avere dei soldi che lavorano per te puoi mettere in leva il tempo delle altre persone, in pratica paghi i tuoi dipendenti perché tengano aperta la baracca, questo è un modo per far lavorare i soldi per te, oppure investire in altre attività mobili o immobili, basta che venga fatto con cognizione di causa e sapendo bene quello che si fa.

Sicuramente da questo libro prendiamo qualcosa di importante, continuare a morire di ore di lavoro all’interno del tuo bar non è la soluzione del padre ricco, ma è soluzione del padre povero, che ti dirà che con il duro lavoro si ottengono risultati, ma possiamo anche essere d’accordo ma manca un pezzo a questa frase, con il duro lavoro sulle cose importanti della tua azienda puoi ottenere dei grossi risultati.

Lascia che te lo dica di nuovo, lo avrò già scritto in qualche altro articolo, il lavoro al banco con i tuoi clienti non è l’attività più importante all’interno del tuo bar, e qui si alzeranno schiere di indignati, perché poi l’attenzione al cliente, il servizio, la professionalità e bla bla bla porteranno altri clienti che porteranno altri clienti ecc… ecc…

 

Posso essere schietto con te?

Queste cose sono puttanate, questa è la base, è chiaro che il servizio, la professionalità e la cortesia al cliente devono esserci sarebbe il colmo il contrario, ma pensare che basti questo per attirare clienti e farli continuare a venire è un autentica sciocchezza, oltretutto in questo modo stai solo costruendo il tuo carcere a vita, perché senza di te il bar non funziona, devi essere sempre presente, e come non ci sei arrivano i problemi.

Quindi che consigli avrebbe dato il padre ricco ad un barista?

Secondo me il padre ricco ad un barista avrebbe detto di investire nella sua azienda per creare degli standard che potessero essere replicati facilmente, di creare un brand che possa crescere, e di pensare già a come strutturare l’azienda per fare in modo di ridurre al minimo la presenza dell’imprenditore.

Questo è un consiglio da padre ricco, non

“lavora duramente nel tuo locale che poi i risultati arriveranno”

non si sa bene in che modo e perché dovrebbero arrivare i risultati senza un sistema ed una pianificazione.

Quando ti parlo di creare il tuo brand etichettando il tuo caffè è ovvio che non sia la soluzione definitiva, è solo l’inizio di un percorso che ti porterà a diventare un barista ricco, è un percorso impegnativo, intorno al tuo caffè devi strutturare la tua azienda, la devi standardizzare, devi creare un sistema di marketing, e devi pianificare l’espansione.

È molto più semplice parlare come il padre povero, ti direi lavora duramente dentro al tuo bar, tratta bene i tuoi clienti che i risultati arriveranno, ma non è così, questo è un ragionamento che ti farà rimanere un barista povero, mi dispiace dirtelo così duramente, ma lo so per certo perché anche io ragionavo così, ma ad oggi ho capito che non è il sistema giusto, non bisogna mai aspettare la manna dal cielo.

 

Spero che questo articolo ti sia di ispirazione per poter mettere il focus sulle parti importanti della tua azienda, se vuoi strutturare il tuo bar sul tuo caffè e creare finalmente il tuo brand scrivimi una mail su baristalibero@gmail.com

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Prendi una decisione e scegli se essere un barista povero o un barista ricco!

Alla tua Libertà

Mirko Bifano

Mirko Bifano